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Perché crolla un ponte?

Quando un ponte crolla sembra che succeda all'improvviso. In realtà, quasi sempre, il cedimento arriva alla fine di un danno che si è accumulato in silenzio e che nessuno ha fermato in tempo.

IL VIDEO

Prima guardalo, poi leggi i dettagli

Un minuto di animazione per capire il meccanismo a colpo d'occhio.

Troppo peso

Ogni ponte è progettato per un carico massimo: il peso dei veicoli, del vento, della neve, oltre al proprio. Se quel limite viene superato, la struttura può cedere.

Per questo esistono limiti di peso per i mezzi pesanti, e per questo un ponte progettato decenni fa per un certo traffico va verificato quando il traffico cambia.

L'acqua che scava

La causa più frequente è meno intuitiva. Durante le piene, l'acqua di un fiume accelera e scava il terreno attorno alle pile del ponte. È un fenomeno chiamato erosione, o scalzamento.

Pian piano la pila perde il suo appoggio, finché non regge più. Secondo uno studio americano, questa è la causa di circa il sessanta per cento dei crolli. Ed è insidiosa, perché avviene sott'acqua, dove non si vede, e spesso proprio nei giorni di piena, quando ispezionare è più difficile.

Ruggine e fatica

La corrosione lavora piano. La ruggine mangia l'acciaio di cavi e armature, e un elemento che dall'esterno sembra sano perde sezione, anno dopo anno, finché non è più abbastanza robusto.

Poi c'è la fatica. Ogni camion che passa piega leggermente il metallo, che poi torna al suo posto. Un singolo passaggio non fa nulla, ma milioni di passaggi ripetuti possono far nascere piccole crepe, che crescono nel tempo.

Il caso del ponte Morandi

In Italia il crollo più noto è quello del ponte Morandi, a Genova, nel 2018. Un tirante corroso ha ceduto e quarantatré persone hanno perso la vita.

Cause e responsabilità sono state al centro delle indagini e del processo. Resta un esempio di come corrosione e manutenzione siano legate: il danno c'era, e cresceva da tempo.

La vera difesa sono i controlli

Raramente un ponte crolla per un solo motivo. Di solito cede nel punto in cui il danno si è accumulato senza essere individuato o riparato.

Per questo la vera difesa non è solo il progetto iniziale, ma ciò che viene dopo: ispezioni regolari, sensori, verifiche sotto l'acqua e una manutenzione costante per tutta la vita dell'opera.

Lo sapevi?

  • Secondo uno studio americano, circa sei crolli di ponti su dieci sono legati all'erosione dell'acqua attorno alle pile.
  • La fatica può creare crepe nel metallo anche se nessun carico supera mai il limite di progetto.
  • Un cavo arrugginito può sembrare integro dall'esterno mentre perde resistenza al suo interno.

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