Com'è fatta una Formula 1?
Kimi Antonelli ha fatto sognare l'Italia nel 2026, ma una parte del merito va anche alla sua Mercedes. Smontiamola livello per livello, fino al pezzo da pochi chili che regge il peso di un camion.
Prima guardalo, poi leggi i dettagli
Un minuto di animazione per capire il meccanismo a colpo d'occhio.
Il telaio in carbonio
Il cuore dell'auto è la scocca, la cellula in cui siede il pilota. È fatta di fibra di carbonio, un materiale che, a parità di peso, è più resistente dell'acciaio.
Questo permette di costruire una macchina robustissima ma leggera: tutta l'auto pesa appena settecentosessantotto chili. La scocca non serve solo a tenere insieme i pezzi: in caso di incidente è anche la cellula di sopravvivenza che protegge il pilota, e motore, sospensioni e ali sono attaccati direttamente a lei.
Motore e batteria
Dietro il pilota c'è un motore a combustione: un sei cilindri turbo da un litro e sei, piccolo rispetto a quello di molte auto stradali. Da quest'anno funziona solo con carburante sostenibile.
Accanto lavora un motore elettrico alimentato da una batteria, che eroga trecentocinquanta kilowatt, quasi quanto il motore a benzina. Sommati, i due superano i mille cavalli. In frenata il motore elettrico lavora anche al contrario: recupera energia che altrimenti andrebbe persa in calore e la rimanda nella batteria, pronta per il rettilineo successivo.
Ali che si muovono
Una Formula 1 non deve solo andare veloce: deve restare incollata alla pista. Ci pensano le ali, che funzionano come quelle di un aereo, ma al contrario: invece di sollevare, schiacciano l'auto verso il basso.
Da quest'anno le ali si muovono: in curva restano chiuse per spingere la macchina a terra e avere più aderenza, in rettilineo si aprono per tagliare l'aria e ridurre la resistenza.
Freni e volante
Per rallentare da velocità altissime servono freni speciali: dischi in carbonio che in frenata arrivano a circa mille gradi, tanto da diventare incandescenti.
Il volante, poi, è in realtà un piccolo computer. Ha decine di comandi con cui il pilota regola motore, batteria e ripartizione della frenata, tutto mentre guida a oltre trecento all'ora.
Il pezzo più incredibile: l'halo
Sopra la testa del pilota c'è una barra curva chiamata halo. Serve a proteggerlo in caso di incidenti o di detriti che volano verso l'abitacolo.
È in titanio, pesa circa sette chili e deve reggere oltre dodici tonnellate: è come appoggiarci sopra un camion. Pochi chili di metallo che, negli anni, si sono rivelati uno dei dispositivi di sicurezza più importanti di questo sport.
Lo sapevi?
- Grazie al carbonio, tutta la vettura pesa appena settecentosessantotto chili.
- I dischi dei freni in carbonio possono arrivare a circa mille gradi durante una frenata.
- L'halo pesa circa sette chili ma deve sostenere oltre dodici tonnellate.
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